Ricominciamo. Per anni abbiamo assistito a governanti che il giovedì affermano una cosa per poi, il venerdì, indignarsi perchè la stampa ha travisato il loro pensiero. Con l’arrivo del governo tecnico abbiamo sperato che la sobrietà  riguardasse anche il dichiarare. Nelle prime settimane è sembrato che ministri e sottosegretari usassero con parsimonia l’apparizione televisiva preferendo lavorare in silenzio. Conferenze stampa del governo soltanto per informare i cittadini delle scelte. Poche le esternazioni dei singoli. Poi è successo qualcosa. Come erotizzati dall’acquisita fama, alcuni, non tutti in verità , hanno cominciato ad aprire la bocca e a dargli fiato. Uno sciocchezzaio certo non volgare come quello cui ci aveva abituato il personale politico precedente, ma sciocchezze in libertà  e comunque affermazioni non supportate dalla realtà . Veramente il presidente Monti ritiene che la caduta degli investimenti in Italia sia dovuta all’articolo diciotto dello statuto dei lavoratori? Forse l’investitore italiano o straniero considera negativi altri fattori: il peso fiscale, l’alto costo dell’energia, l’inefficienza della struttura pubblica o l’arretratezza di tutte le infrastrutture del terziario tradizionale o di quello innovativo. La ventennale assenza di ogni politica industriale da parte dei governi non ha certo favorito nè gli investimenti privati nè quelli pubblici. C’entra poco l’articolo diciotto. Sostenere il contrario è senza fondamento. Il professore sa che la struttura produttiva del Paese è costituita da piccole imprese che non devono rispettare le norme dello Statuto, eppure gli investimenti sono stati scarsi. Non aiuta l’imprenditore, uno Stato che paga i fornitori a uno, due, tre anni dalla fatturazione. O un sistema bancario che per concedere un mutuo richiede garanzie impossibili da dare. Secondo quale arcano la crescita sarebbe impedita da un lavoro protetto? In Germania si cresce o no? Monti ha affermato che lo Stato ha avuto un atteggiamento “buonista” nei confronti del sociale. Professore, con il massimo rispetto le ricordo che l’Italia è nelle classifiche europee all’ultimo posto in molti settori che riguardano proprio il welfare. Non sarà  che il buonismo è stato per decenni riservato a quel dieci per cento della popolazione che possiede la metà  della ricchezza nazionale? Anche Lei ha evitato di incidere in quella ricchezza privata che, come sa, non produce alcun vantaggio per la collettività . La continuità  da Lei rivendicata con il governo precedente è legittimata dalle sue concrete scelte. Per favore, eviti al suo governo di riprodurre lo stesso meccanismo di occupazione degli spazzi televisivi, non sarebbe elegante. Almeno in questo sia un innovatore.

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