«Scritti a perdere» di Francesco Mandarini per Crace editore. Appunti sul presente dall’osservatorio
dell’Umbria
VALENTINO PARLATO
Si può aver voglia di comprare e leggere un libro che raccoglie articoli apparsi negli ultimi otto
anni su periodici e quotidiani come la Nazione , il Corriere dell’Umbria , che pure è il mensile
umbro de il manifesto ? A prima vista la risposta è negativa. Anch’io non ero tanto convinto,
ma poi, quando per amicizia e per la curiosità  della personalità  di Francesco Mandarini ho
cominciato a leggere, il mio ovvio pregiudizio è crollato. Si tratta di un libro assai interessante
e che è utile leggere ( Scritti a perdere , Crace editore, pp. 321, €. 20). Provo a spiegare il
movente di questa mia conversione di cui ho trovato la chiave in almeno due ragioni. La prima
consiste nell’efficacia del passaggio dal particolare al generale. Non un’ideologia sovrapposta
alla realtà , ma il capire che il particolare (qualcuno si ricorda dell’osso di Cuvier?) serve a
mettere a fuoco la realtà  storicamente determinata dell’intero paese. Quando Francesco
Mandarini (che si rivela un bravo giornalista, ma che è stato personaggio politico di primo
rilievo in Umbria e anche nel vecchio Pci) coglie il particolare della modifica dello statuto
regionale umbro, mette in piena luce, e con la concretezza del particolare, la deriva
presidenzialistica che si appresta a stravolgere la Costituzione italiana, cioè il patto tra i
cittadini di questo nostro paese.
àˆ nel particolare che Mandarini coglie l’imbroglio tra modernizzazione e americanizzazione che
anche la sinistra inconsapevolmente (spero) pensa che debba essere la via maestra del suo
ritorno al governo. Otto anni di storia d’Italia vista dall’osservatorio dell’Umbria aiutano a
capire più cose di quante non cerchino di farcene capire molti dotti discorsi sui principi generali
della democrazie. àˆ in corso una spinta a demolire la Costituzione della Liberazione e a farne
un’altra, direi della Restaurazione: il popolo ha stancato, torniamo ai Capi. Ma tutto questo si
capisce meglio, ha una sua concreta eloquenza, quando si accende la luce sul particolare.
In secondo luogo (e questo mi interessa assai per lo stato della nostra corporazione) Francesco
Mandarini si rivela un ottimo giornalista: sa trovare il titolo o, meglio, la frase chiave, quella
che colpisce il lettore e si imprime nella sua memoria. Quando Mandarini scrive «galleggiare
sull’esistente», fotografa, con un forte flash, lo stato attuale delle nostre sinistre, tutte quante,
tutte armate di buona volontà , ma che cercano solo di «galleggiare sull’esistente». E ancora,
come Mandarini fotografa il tremendo decadimento della politica e dei partiti e delle stesse
elezioni? Una frase sola, «più preferenze, meno voti». Un sociologo o un politologo potrebbero
fare mille illuminanti discorsi, Mandarini dice una cosa sola, che diminuiscono i voti alle liste,
ma aumentano le preferenze dei candidati. Come in una grande famiglia in decadenza i vari
eredi non mettono più al primo posto la crescita del patrimonio della famiglia, ma la quota di
eredità  alla quale puntano. Il paragone forse è forzato, ma le cose stanno a questo modo.
Per queste brevi considerazioni consiglio di leggere Scritti a perdere , che richiama alla mia
memoria una raccolta di articoli di Luigi Pintor pubblicata con il titolo Parole al vento .
Purtroppo l’occhio lucido sulla realtà  può spingere al disincanto e allo scetticismo. Ma in
entrambi i casi si tratta – pare a me – di uno scetticismo che stimola all’impegno. In ogni caso
è il contrario dell’adattamento autoassolutorio. Anche come giornalista ringrazio Francesco per
questo suo lavoro, e ringrazio Renato Covino per la sua ottima guida alla lettura.
VALENTINO PARLATO

Share This

Condividi

Condividi questo articolo con i tuoi amici.